L'alluminio e il futuro dell'Additive Manufacturing Industriale

Davide Sher, giornalista punto di riferimento per il settore dell’Additive Manufacturing industriale, ha di recente pubblicato su 3D Printing Media Network un articolo ricco di riflessioni e spunti interessanti circa il futuro delle leghe di alluminio in ambito di manifattura additiva. In particolare, l’articolo riporta le riflessioni dei maggiori attori del settore su quella che si presenta come una crescita esponenziale nell’uso di tale materiale.




Leghe di alluminio ad alte prestazioni specifiche per l’Additive Manufacturing: Scalmalloy

L’alluminio risulta di particolare interesse per l’additive manfacturing non solo per la produzione di prototipi, ma anche per produzioni in lotti numericamente più cospicui, ed è possibile prevedere un utilizzo crescente delle leghe di alluminio. Come suggerisce Davide Sher nell’articolo:

“I produttori sono alla ricerca di materiali che siano leggeri e allo stesso tempo più vantaggiosi, dal punto di vista economico, del titanio e delle superleghe a base di nichel come Inconel. Anche se l’alluminio AlSi10Mg rimane il materiale più comunemente utilizzato, le aziende sono alla ricerca di leghe di alluminio specifiche per l’Additive Manufacturing ”.
Fra le leghe di alluminio ad alte prestazioni specifiche per l’additive Manufacturing troviamo Scalmalloy. Zare è partner ufficiale di APWorks per lo sviluppo di Scalmalloy e Davide Sher riporta nell’articolo le riflessioni di Andrea Pasquali, General Manager di Zare:
“[Scalmalloy] è il materiale ideale per applicazioni nell’industria aerospaziale e nell’avio, ma allo stato attuale non vedo possibilità di applicazioni in ambiti “più quotidiani” […] Si tratta principalmente di una questione di costi, in termini di materiale, ma anche di processi di produzione. Rispetto all’alluminio tradizionale il processo di produzione risulta più lento. Allo stesso tempo però le prestazioni meccaniche sono raddoppiate se paragonate alle leghe di alluminio standard come AlSi7 e AlSi10. Soffre un poco alle alte temperature, ma è un’ottima alternativa al titanio.”

-Photo courtesy of 3D Printing Media Network-

Non solo nuove leghe, ma anche nuove tecnologie

Per il medio e lungo periodo Davide Sher individua la tecnologia binder jetting come un’opportunità per la produzione di lotti fino alla produzione in serie e riporta come aziende quali HP, Desktop Metal e Stratasys si stiano muovendo proprio in questa direzione. Anche a questo proposito l’articolo riporta il pensiero di Andrea Pasquali :

“Attualmente in Zare utilizziamo sistemi di powder bed fusion, ma siamo convinti che nel lungo periodo la maggior parte delle produzioni additive avverrà tramite tecnologia di binder jetting. Abbiamo già chiesto di collaborare sia con Desktop Metal che con HP per contribuire allo sviluppo dei materiali e dei processi dei nuovi sistemi che verranno introdotti. Ci vorranno un paio d’anni e dubito che questi sistemi sostituiranno del tutto quelli a fusione, ma porteranno ad una espansione delle possibilità dell’Additive Manufacturing oltre gli attuali limiti di produttività"
Ringraziamo Davide Sher per l’approfondita analisi e per averci scelto fra gli attori del settore. Vi invitiamo a leggere l’articolo completo, in inglese, sul sito 3D Printing Media Network.